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L'adesione al "Fondo" è volontaria. Possono aderirvi:

  • i lavoratori che sono dipendenti delle Società del Gruppo Intesa Sanpaolo aventi sede in Italia;
  • i lavoratori che sono dipendenti delle Fondazioni Bancarie da cui siano originate Società del Gruppo che detengano partecipazioni nel Gruppo medesimo e delle società/enti strumentali delle stesse per i quali siano stati sottoscritti specifici accordi di adesione da parte delle fonti collettive specificatamente competenti;
  • i dipendenti di Società che hanno fatto parte del Gruppo Intesa Sanpaolo o dei Gruppo che lo hanno costituito, per i quali sono state sottoscritte dalle Fonti Istitutive intese finalizzate alla conservazione dell'iscrizione al momento dell'uscita dal Gruppo;
  • i soggetti fiscalmente a carico degli iscritti, a fronte di espressa richiesta degli interessati di attivare una posizione previdenziale presso il "Fondo".

Per aderire al Fondo i dipendenti delle Società del Gruppo Intesa Sanpaolo che accedono all'intranet aziendale, è a disposizione la procedura di adesione on-line (vedi sez.Moduli>Adesione) con indicate le istruzioni.

Per i dipendenti delle Altre Società, che non accedono alla intranet aziendale, è necessario richiedere la modulistica all'ufficio dell'amministrazione del personale del proprio Datore di lavoro, incaricato alla raccolta delle adesioni, che fornirà tutte le necessarie istruzioni.

L'adesione al Fondo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione del modulo; durante il primo semestre di lavoro alle dipendenze del datore può essere fatta comunque decorrere dalla data di assunzione.

E' possibile aderire anche mediante conferimento tacito del TFR; tale modalità si attiva automaticamente quando, trascorsi 6 mesi dall'assunzione, il lavoratore non esprime alcuna scelta in ordine al TFR maturando, ossia se conferirlo al Fondo Pensione, ovvero mantenerlo presso il datore di lavoro.

Ricordiamo che la Legge di Stabilità 2015 ha introdotto, in via sperimentale da marzo 2015 a giugno 2018, la facoltà per il lavoratore con almeno 6 mesi di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, di ricevere il TFR maturando direttamente in busta paga.

Sì è possibile. Oltre che mediante conferimento tacito (vd. risposta precedente) è possibile conferire al Fondo anche il solo TFR secondo le percentuali disciplinate dagli accordi di lavoro e indicate nel modulo di adesione.

In caso di adesione al Fondo, sono obbligati al conferimento del TFR i lavoratori "nuovi iscritti" alla previdenza complementare di prima occupazione successiva al 28/04/1993. Tutti gli altri lavoratori hanno facoltà di mantenere il TFR in azienda, ovvero di destinarlo al Fondo secondo le misure stabilite dagli accordi e riportate nel modulo di adesione.

E' necessario ricordare che:

  • "Vecchio iscritto" alla previdenza complementare è chi ha aderito ad un fondo pensione prima del 28 aprile 1993 e non ha mai riscattato la posizione individuale;
  • "Nuovo iscritto" alla previdenza complementare è chi ha aderito ad un fondo pensione a partire dal 28 aprile 1993;
  • per "prima occupazione" si intende la prima apertura di una posizione contributiva presso un qualsiasi ente di previdenza obbligatoria.

I livelli di contribuzione al Fondo sono stabiliti da ogni singola azienda attraverso appositi accordi aziendali sottoscritti dalle fonti istitutive (datore di lavoro e organizzazioni sindacali).
Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, in base all'Accordo del 7/10/2015, a decorrere dall'1/01/2016, in caso di adesione al Fondo anche con il solo conferimento esplicito del TFR, a favore del personale di nuova assunzione con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (anche con contratto di apprendistato) presso una delle società del Gruppo indicate nelle istruzioni allegate al modulo di adesione e a favore del personale in servizio presso le medesime società non iscritto ad alcuna forma di previdenza complementare aziendale, viene riconosciuto, dalla data di iscrizione, un contributo a carico del datore di lavoro pari al 2,50% della retribuzione. Il contributo è elevato al 3,00% con decorrenza dal 1° gennaio 2017 ed al 3,50% con decorrenza dal 1° gennaio 2018.
Il Lavoratore ha facoltà di integrare il contributo datoriale con un contributo a proprio carico, trattenuto direttamente dalla busta paga, secondo le percentuali indicate nel modulo di adesione.

Per quanto concerne il versamento del TFR, si rimanda alle voci dedicate nella sezione adesione.

L'entità della contribuzione a proprio carico e del TFR può essere variata secondo le modalità stabilite dal Fondo e pubblicate sul sito.

La contribuzione complessiva è dovuta il giorno di corresponsione della retribuzione. Le somme vengono accreditate al Fondo che provvede ad investirle nei comparti prescelti dall'aderente.

I contributi versati al Fondo a carico dell'aderente e del datore di lavoro (escluso il TFR) sono deducibili dal reddito complessivo entro il limite annuo di € 5.164,57. La deduzione viene operata direttamente dal datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, all'atto della corresponsione dello stipendio. Le somme dedotte e quelle non dedotte per superamento del plafond annuale vengono annualmente riportate nella Certificazione Unica (Mod. CU) rilasciata dal datore di lavoro.

Ricordiamo che eventuali contributi non dedotti, riportati nello specifico spazio della Certificazione Unica, devono essere comunicati al Fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di versamento avvalendosi della modulistica disponibile sul sito.

Il Fondo è strutturato secondo una gestione multi-comparto, differenziata per profili di rischio e di rendimento in modo tale da assicurare agli iscritti un'adeguata possibilità di scelta, sia di tipo finanziario che assicurativo.

L'aderente, all'atto dell'adesione, sceglie uno o più comparti (max. 3) in cui far confluire i versamenti contributivi ed il TFR conferito, con facoltà di modificare nel tempo tale destinazione. L'aderente può inoltre riallocare la propria posizione individuale tra i diversi comparti nel rispetto del periodo minimo di un anno dall'iscrizione, ovvero dall'ultima riallocazione. E' previsto un comparto garantito, destinato ad accogliere il conferimento tacito del TFR, ai sensi della normativa vigente. A seguito di tale conferimento, è riconosciuta la facoltà di trasferire la posizione individuale ad altro comparto a prescindere dal periodo minimo di permanenza.

E' opportuno scegliere il comparto o il mix di comparti con il profilo di rischio/rendimento più rispondente alla propria situazione personale, caratterizzata da:

Fattori oggettivi

  • orizzonte temporale determinato in base agli anni mancanti alla pensione o ad un'eventuale anticipazione;
  • presenza di importi da trasferire da altri fondi;
  • incidenza del risparmio previdenziale sulla ricchezza complessiva.

Fattori soggettivi

  • propensione personale al rischio;
  • aspettative e obiettivi previdenziali;
  • situazione e composizione familiare.

Al mutare dei fattori sopra delineati, trascorso il periodo di permanenza minimo di 1 anno, l'aderente può modificare la scelta iniziale trasferendo la posizione ad altro comparto (switch) in modo da preservare la coerenza tra il profilo di rischio/rendimento e la nuova situazione personale.

I comparti del Fondo e le loro caratteristiche sono descritte nel "Documento illustrativo delle caratteristiche del Fondo", disponibile sul sito.

Ciò è possibile soltanto per le anticipazioni per spese sanitarie, che possono essere richieste in qualsiasi momento.

Per le altre causali, invece, l’anticipazione può essere richiesta soltanto dopo 8 anni di iscrizione a forme pensionistiche complementari.

L’anticipazione può essere richiesta:

 

  • per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
  • per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, o per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui alle lettere a), b), c), e d) del comma 1 dell'art. 3 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, relativamente alla prima casa di abitazione;
  • per "ulteriori esigenze" dell’aderente.

A titolo di anticipazione può essere richiesto:

 

  • un importo non superiore al 75% della posizione individuale, in caso di anticipazione per spese sanitarie ovvero per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli o per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativi alla prima casa di abitazione;
  • un importo non superiore al 30%, in caso di anticipazione per "ulteriori esigenze" dell’aderente.

 

In ogni caso, le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai superare, nel complesso, il 75% del totale dei versamenti, comprese le quote del TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate, effettuati a decorrere dal primo momento di iscrizione.

Presupposto per la richiesta di un’anticipazione per spese sanitarie è l'attestazione, da parte della competente struttura pubblica, della straordinarietà delle terapie e degli interventi a seguito di gra-vissime situazioni.

Tale attestazione ha peraltro mero valore certificativo della necessità della terapia e dell'intervento: l’iscritto resta infatti libero di scegliere la struttura sanitaria, pubblica o privata, italiana od estera, alla quale richiedere le prestazioni.

L’anticipazione è riconosciuta su presentazione della documentazione attestante gli oneri effetti-vamente sostenuti (fatture o ricevute quietanzate) ovvero, in assenza, a fronte di preventivi di spe-sa, a condizione che sia presentata, al momento della richiesta, almeno una prima fattura o ricevuta fiscale di importo complessivamente non inferiore a 1.000 euro.

In caso di erogazione sulla base di preventivi di spesa, le fatture o ricevute attestanti gli oneri effet-tivamente sostenuti dovranno essere inoltrate contestualmente all’emissione e, comunque, entro 6 mesi dall’erogazione dell’anticipazione. Qualora il ciclo di terapie/interventi abbia durata superiore ai 6 mesi è necessario produrre entro tale scadenza, e con periodicità semestrale, una certificazione a cura della struttura sanitaria erogante che attesti lo stato di avanzamento delle cure, nonché le tempistiche di completamento previste.

Per richiedere un’anticipazione per “ulteriori esigenze” non è richiesta alcuna certificazione.

Con riferimento all’anticipazione per spese sanitarie si veda la risposta alla domanda precedente.

Per quanto riguarda l’anticipazione per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli ovvero per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativi alla prima casa di abitazione, la documentazione richiesta è differente a seconda del tipo di acquisto ovvero di intervento di ristrutturazione che si intende effettuare: la specifica documentazione necessaria in relazione alle diverse casistiche è riportata nel “Regolamento Anticipazioni”, disponibile sul sito selezionando, dal menù a tendina MODULI, la voce ANTICIPAZIONE.

Nel “Regolamento Anticipazioni” sono inoltre contenute le istruzioni di dettaglio per la richiesta di anticipazione per ogni causale sopra indicata.