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Dopo circa due mesi e mezzo dall’adesione al Fondo, l’iscritto riceve all’indirizzo di abitazione due buste: una contenente il numero di iscrizione e una contenente la password provvisoria. Con queste credenziali, l’aderente può accedere per la prima volta alla propria area riservata. Il sistema chiederà contestualmente la registrazione di una nuova password. Le buste vengono inviate separatamente per motivi di sicurezza.

Per recuperare il numero di iscrizione, è necessario effettuare la richiesta tramite l’applicativo FORM MAIL disponibile sul sito internet del Fondo alla voce “Contatti”. È necessario allegare copia del documento di identità per motivi di sicurezza.  L’aderente riceverà via mail il numero di iscrizione.

 

Occorre accedere all’area riservata del sito internet del Fondo, digitare il numero di iscrizione, cliccare sul link "Hai dimenticato la password?" e inserire i dati richiesti.

La password provvisoria arriva in automatico nella casella di posta elettronica registrata al momento dell’adesione.

In caso di indirizzo di posta elettronica variato o non registrato occorre richiedere tramite l’applicativo FORM MAIL di inserire l’indirizzo di posta elettronica aggiornato/corretto, avendo cura di allegare il proprio documento d’identità per ragioni di sicurezza.

Ricordiamo che, per ragioni di privacy, non verranno trasmesse credenziali di accesso a soggetti terzi, ancorché espressamente delegati dall’aderente.

L'adesione al "Fondo" è volontaria. Possono aderirvi:

    1. i lavoratori che sono dipendenti delle Società del Gruppo Intesa Sanpaolo aventi sede in Italia;
    2. i lavoratori che sono dipendenti delle Fondazioni Bancarie da cui siano originate Società del Gruppo che detengano partecipazioni nel Gruppo medesimo e delle società/enti strumentali delle stesse per i quali siano stati sottoscritti specifici accordi di adesione da parte delle fonti collettive specificatamente competenti;
    3. i dipendenti di Società che hanno fatto parte del Gruppo Intesa Sanpaolo o dei Gruppo che lo hanno costituito, per i quali sono state sottoscritte dalle Fonti Istitutive intese finalizzate alla conservazione dell’iscrizione al momento dell’uscita dal Gruppo;
    4. tutti coloro che mantengono volontariamente l’iscrizione oltre il raggiungimento dell’età pensionabile a condizione che possano far valere, alla data di pensionamento, almeno un anno di contribuzione a favore del “Fondo”;
    5. i soggetti fiscalmente a carico degli iscritti, a fronte di espressa richiesta degli interessati di attivare una posizione previdenziale presso il “Fondo”.

Per i dipendenti delle Società del Gruppo Intesa Sanpaolo che accedono all'intranet aziendale, è a disposizione la procedura di adesione on-line (vedi sez. Moduli>Adesione) con indicate le istruzioni per aderire al Fondo.

Per i dipendenti delle Altre Società, che non accedono alla intranet aziendale, è necessario richiedere la modulistica all'ufficio dell'amministrazione del personale del proprio Datore di lavoro, incaricato alla raccolta delle adesioni, che fornirà tutte le necessarie istruzioni.

L'adesione al Fondo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione del modulo; durante il primo semestre di lavoro alle dipendenze del datore può essere fatta comunque decorrere dalla data di assunzione.

Sì.

E' possibile aderire anche mediante conferimento tacito del TFR; tale modalità si attiva automaticamente quando, trascorsi 6 mesi dall'assunzione, il lavoratore non esprime alcuna scelta in ordine al TFR maturando, ossia se conferirlo al Fondo Pensione, ovvero mantenerlo presso il datore di lavoro.

Il Fondo invierà all’iscritto una lettera di benvenuto, contenente le credenziali per l’accesso all’Area riservata, in cui saranno indicate le modalità per attivare il contributo datoriale a proprio favore. 

In ogni caso sul sito internet del Fondo alla voce Moduli>Adesione e Moduli>Contribuzione, sono indicate le modalità per l’attivazione della contribuzione aziendale.

 

La normativa vigente consente alle fonti istitutive di stabilire con accordi la percentuale minima di TFR maturando da destinare a previdenza complementare; in assenza di tale indicazione il conferimento è totale.

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, l’accordo aziendale del 14/03/2018, ha previsto il conferimento del TFR nella misura pari allo 0%, 25%, 50%, 75% o 100%, con facoltà di revisione periodica della percentuale.

Dal 1° ottobre, è disponibile nella Intranet aziendale del Gruppo Intesa Sanpaolo un apposito applicativo di scelta on line, con rilascio di una ricevuta. Gli iscritti che sono impossibilitati ad accedervi (lungo assenti, senza postazione web) possono utilizzare il modulo presente sul sito internet del Fondo. Vedi informazioni in Moduli>Contribuzione.

Sì.

L’adesione del familiare può avvenire contestualmente all’adesione al Fondo dell’iscritto principale, ovvero in un momento successivo; tuttavia, l’adesione del familiare fiscalmente a carico non è ammessa qualora l’iscritto principale abbia perso i requisiti di partecipazione al Fondo, anche qualora abbia mantenuto la sua posizione individuale presso il Fondo medesimo.  

La posizione del familiare fiscalmente a carico è autonoma e distinta da quella dell’iscritto principale.

L’ammontare della contribuzione è libera, ma l’importo minimo di ciascun versamento contributivo non può essere inferiore a 50 euro.

I versamenti contributivi vanno effettuati tramite Servizio SDD Finanziario (Sepa Direct Debit finanziario). Tra il 15 gennaio e il 25 novembre di ogni anno è possibile effettuare versamenti contributivi “una tantum” tramite bonifico.

Sul sito internet del Fondo nella sezione “Moduli” alla voce “Adesione familiari fiscalmente a carico” sono pubblicati il "Regolamento adesione familiare fiscalmente a carico", le "Istruzioni per versamenti una Tantum tramite bonifico" e la modulistica necessaria:

  • "Modulo di adesione per i familiari fiscalmente a carico";
  • "Modulo di dichiarazione sostitutiva di notorietà";
  • "Modulo SDD cod. 23".

 

Rientrano in questa categoria i lavoratori che al 28 aprile 1993 risultavano già iscritti ad un fondo pensione. Pertanto, per essere considerato “vecchio iscritto” è necessario essere iscritti al Fondo prima del 28 aprile 1993 oppure, se la data di adesione al Fondo è successiva, occorre trasferire la posizione individuale maturata presso altri fondi prima di tale data.

Rientrano in questa categoria i lavoratori che il 28 aprile 1993 non risultavano già iscritti ad un fondo pensione, avendo aderito solo dopo tale data.

Sono considerati nuovi iscritti anche coloro che, pur avendo aderito a un Fondo Pensione prima del 28 aprile 1993, hanno successivamente riscattato la propria posizione e coloro che, pur avendo aderito alla previdenza complementare prima di tale data, non trasferiscono al Fondo la posizione individuale maturata in precedenza presso altri fondi.

I livelli di contribuzione al Fondo sono stabiliti da ogni singola azienda attraverso appositi accordi aziendali sottoscritti dalle fonti istitutive (datore di lavoro e organizzazioni sindacali). Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, i termini dei principali accordi sono riportati nell’Allegato alle “Informazioni chiave per l’aderente” della Nota Informativa, disponibile sul sito. 

Il Lavoratore ha facoltà di integrare il contributo datoriale con un contributo a proprio carico, trattenuto direttamente dalla busta paga, secondo le percentuali indicate nel modulo di adesione. Per quanto concerne il versamento del TFR, si rimanda alle voci dedicate nella sezione adesione. L'entità della contribuzione a proprio carico e del TFR può essere variata secondo le modalità stabilite dal Fondo e pubblicate sul sito.

 

Sì. I contributi versati alla previdenza complementare in sostituzione dei premi di risultato non concorrono alla formazione del reddito entro i limiti di legge e godono dell’esenzione fiscale in fase di erogazione delle prestazioni, al pari dei contributi non dedotti.

Infatti, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di versamento, l’aderente è tenuto a comunicare al fondo sia l’eventuale ammontare di contributi non dedotti, sia l’importo dei contributi sostitutivi del premio di risultato che non dovranno essere esclusi dalla base imponibile della prestazione.

La contribuzione complessiva è dovuta il giorno di corresponsione della retribuzione. Le somme vengono accreditate al Fondo che provvede ad investirle nei comparti prescelti dall'aderente.

I contributi versati al Fondo a carico dell'aderente e del datore di lavoro (escluso il TFR) sono deducibili dal reddito complessivo entro il limite annuo di € 5.164,57 (maggiori plafond sono consentiti per certe categorie di lavoratori, vd. oltre). La deduzione viene operata direttamente dal datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, all'atto della corresponsione dello stipendio. Le somme dedotte e quelle non dedotte per superamento del plafond annuale vengono annualmente riportate nella Certificazione Unica (Mod. CU) rilasciata dal datore di lavoro.

Ricordiamo che eventuali contributi non dedotti, riportati nello specifico spazio della Certificazione Unica, devono essere comunicati al Fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di versamento, avvalendosi delle specifiche modalità indicate sul sito.

Il Fondo è strutturato secondo una gestione multi-comparto, differenziata per profili di rischio e di rendimento in modo tale da assicurare agli iscritti un'adeguata possibilità di scelta, sia di tipo finanziario che assicurativo.

L'aderente, all'atto dell'adesione, sceglie uno o più comparti (max. 3) in cui far confluire i versamenti contributivi ed il TFR conferito, con facoltà di modificare nel tempo tale destinazione. L'aderente può inoltre riallocare la propria posizione individuale tra i diversi comparti nel rispetto del periodo minimo di un anno dall'iscrizione, ovvero dall'ultima riallocazione. E' previsto un comparto garantito, destinato ad accogliere il conferimento tacito del TFR, ai sensi della normativa vigente. A seguito di tale conferimento, è riconosciuta la facoltà di trasferire la posizione individuale ad altro comparto a prescindere dal periodo minimo di permanenza.

E' opportuno scegliere il comparto o il mix di comparti con il profilo di rischio/rendimento più rispondente alla propria situazione personale, caratterizzata da:

Fattori oggettivi

  • orizzonte temporale determinato in base agli anni mancanti alla pensione o ad un'eventuale anticipazione;
  • presenza di importi da trasferire da altri fondi;
  • incidenza del risparmio previdenziale sulla ricchezza complessiva.

Fattori soggettivi

  • propensione personale al rischio;
  • aspettative e obiettivi previdenziali;
  • situazione e composizione familiare.

Al mutare dei fattori sopra delineati, trascorso il periodo di permanenza minimo di 1 anno, l'aderente può modificare la scelta iniziale trasferendo la posizione ad altro comparto (switch) in modo da preservare la coerenza tra il profilo di rischio/rendimento e la nuova situazione personale.

I comparti del Fondo e le loro caratteristiche sono descritte nella “Nota Informativa”, disponibile sul sito alla sezione "Documenti".

Sì, la propria posizione può essere verificata nell’area riservata del Fondo, oppure consultando la comunicazione periodica che il Fondo invia una volta l’anno a tutti gli aderenti, che però fa riferimento alla situazione esistente al 31 dicembre di ogni anno.

Sì, è possibile accedendo alla sezione “Profilo investimento e switch” nell’area riservata del sito internet del Fondo. Il primo switch può essere effettuato dopo almeno 12 mesi dall’iscrizione. Successivamente ogni ulteriore variazione sarà possibile sempre trascorsi almeno 12 mesi dalla precedente operazione. Lo switch può riguardare la posizione maturata e/o lo switch dei flussi futuri. Occorre tenere conto, nell’effettuare lo switch che, in generale, la posizione individuale può essere allocata su un massimo di tre comparti.

Al massimo tre. Dopo dodici mesi dall’iscrizione e comunque a distanza di dodici mesi dall’ultimo switch, è possibile modificare la scelta dei comparti accedendo alla sezione “Profilo investimento e switch” nell’area riservata del sito internet del Fondo.

Il Fondo mette a disposizione degli aderenti varie tipologie di comparto per venire incontro alle diverse esigenze degli iscritti. Per una scelta consapevole, si raccomanda di prendere visione del documento "Informazioni chiave per l’aderente" pubblicato sul sito internet del Fondo nella sezione “Documenti”.

Sì, ogni anno tra il 15 gennaio ed il 25 novembre. Le indicazioni per la compilazione del bonifico sono pubblicate sul sito internet del Fondo nel documento Istruzioni e avvertenze per versamenti una tantum tramite bonifico che si trova nella sezione “Moduli” alla voce “Contribuzione”.

E’ possibile effettuare anche versamenti periodici con valuta a scelta, chiedendo l’addebito diretto (Sepa Direct Debit - S.D.D.-FINANZIARIO) tramite il modulo che si trova nella stessa voce di cui sopra.

In tutti i casi di assenza prolungata che preveda la continuazione del trattamento economico (integrale o parziale) come ad esempio malattia o maternità, la contribuzione continuerà ad affluire al fondo tramite il datore di lavoro.

In caso invece di astensione lavorativa non retribuita come l’aspettativa, la contribuzione si interromperà.

Due volte l’anno, nei mesi di giugno e dicembre, le procedure informatiche della Banca consentono di variare il contributo personale. Per procedere alla variazione è necessario accedere all’apposito applicativo dal sito intranet aziendale tramite il percorso “Intesap – Sportello Dipendente – Gestione var. perc. contributo volontario al fondo di previdenza complementare”.

Ciò è possibile soltanto per le anticipazioni per spese sanitarie, che possono essere richieste in qualsiasi momento.

Per le altre causali, invece, l’anticipazione può essere richiesta soltanto dopo 8 anni di iscrizione a forme pensionistiche complementari.

L’anticipazione può essere richiesta:

  • per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
  • per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, o per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui alle lettere a), b), c), e d) del comma 1 dell'art. 3 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, relativamente alla prima casa di abitazione;
  • per "ulteriori esigenze" dell’aderente.

A titolo di anticipazione può essere richiesto:

  • un importo non superiore al 75% della posizione individuale, in caso di anticipazione per spese sanitarie ovvero per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli o per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativi alla prima casa di abitazione;
  • un importo non superiore al 30%, in caso di anticipazione per "ulteriori esigenze" dell’aderente.

In ogni caso, le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai superare, nel complesso, il 75% del totale dei versamenti, comprese le quote del TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate, effettuati a decorrere dal primo momento di iscrizione.

Presupposto per la richiesta di un’anticipazione per spese sanitarie è l'attestazione, da parte della competente struttura pubblica, della straordinarietà delle terapie e degli interventi a seguito di gravissime situazioni. Tale attestazione ha peraltro mero valore certificativo della necessità della terapia e dell'intervento: l’iscritto resta infatti libero di scegliere la struttura sanitaria, pubblica o privata, italiana od estera, alla quale richiedere le prestazioni.

L’anticipazione è riconosciuta su presentazione della documentazione attestante gli oneri effettivamente sostenuti (fatture o ricevute quietanzate) ovvero, in assenza, a fronte di preventivi di spesa, a condizione che sia presentata, al momento della richiesta, almeno una prima fattura o ricevuta fiscale di importo complessivamente non inferiore a 1.000 euro.

In caso di erogazione sulla base di preventivi di spesa, le fatture o ricevute attestanti gli oneri effettivamente sostenuti dovranno essere inoltrate contestualmente all’emissione e, comunque, entro 6 mesi dall’erogazione dell’anticipazione. Qualora il ciclo di terapie/interventi abbia durata superiore ai 6 mesi è necessario produrre entro tale scadenza, e con periodicità semestrale, una certificazione a cura della struttura sanitaria erogante che attesti lo stato di avanzamento delle cure, nonché le tempistiche di completamento previste.

Per richiedere un’anticipazione per “ulteriori esigenze” non è richiesta alcuna certificazione.

Con riferimento all’anticipazione per spese sanitarie si veda la risposta alla domanda precedente.

Per quanto riguarda l’anticipazione per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli ovvero per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativi alla prima casa di abitazione, la documentazione richiesta è differente a seconda del tipo di acquisto ovvero di intervento di ristrutturazione che si intende effettuare: la specifica documentazione necessaria in relazione alle diverse casistiche è riportata nel “Regolamento Anticipazioni”, disponibile sul sito selezionando, dal menù a tendina MODULI, la voce ANTICIPAZIONE.

Nel “Regolamento Anticipazioni” sono inoltre contenute le istruzioni di dettaglio per la richiesta di anticipazione per ogni causale sopra indicata.

Sì, ma dovrà essere esplicitamente autorizzata dall’intermediario che ha erogato il finanziamento stesso. In mancanza di autorizzazione, l’anticipazione potrà essere erogata solo per spese sanitarie nei limiti dei quattro quinti dell’importo erogabile. Il restante quinto rimarrà vincolato a favore dell’istituto mutuante.

No, nei Fondi Pensione sono più favorevoli perché in genere non sono previsti limiti riferiti al numero degli aderenti che ne fanno richiesta e inoltre le anticipazioni possono essere concesse anche più volte per una stessa fattispecie, con il limite dell’ammontare previsto per le diverse ipotesi di anticipazioni. Le richieste di anticipo della liquidazione mantenuta in azienda vengono invece soddisfatte entro il limite annuale del 10% degli aventi diritto e comunque entro il 4% del totale dei dipendenti.

Sì, nel rispetto dei limiti precedenti e comunque per un ammontare non superiore al limite massimo previsto per le diverse tipologie di anticipazione della posizione individuale tempo per tempo maturata, incrementata di tutte le anticipazioni percepite e non reintegrate e decurtate delle somme già corrisposte in precedenza per il medesimo titolo.

Il reintegro disciplinato dall’art. 11, comma 8, del d.lgs. n. 252/2005, consente di ottenere la ricostituzione della “posizione individuale esistente all’atto dell’anticipazione” in vista dell’ottenimento della prestazione previdenziale ad opera della forma pensionistica, effettuando versamenti con bonifico a titolo di reintegro. Le anticipazioni possono essere reintegrate in qualsiasi momento, anche con versamenti che superano il plafond annuo di deducibilità pari a 5.164,57 euro.

Il versamento a titolo di reintegro al quale sono associati dei benefici fiscali (cd. “credito d’imposta”) riguarda esclusivamente il capitale erogato a titolo di anticipazione che sia imputabile al maturato post 01/01/2007 (K3) e le somme corrisposte dall’iscritto al Fondo Pensione che siano eccedenti il limite di € 5.164,57 euro (si veda a questo riguardo quanto previsto dal paragrafo 4.3 della Circolare Agenzia delle Entrate n. 70 del 18/12/2007).

Pur potendosi configurare civilisticamente quale “reintegro di anticipazione”, non consentono di ottenere il credito d’imposta:

  • la restituzione di importi erogati prima del 31/12/2006, oppure dopo tale data ma non riferibili al montante accumulato a decorrere dall’01/01/2007;
  • i versamenti finalizzati al reintegro dell’anticipazione riferibile al montante accumulato a decorrere dall’1/01/2007, che NON eccedono il limite di € 5.164,57 euro.

Bisogna far pervenire al Fondo una comunicazione in questo senso e compilare l’apposito modulo “Comunicazione reintegro anticipazioni” presente nella sezione "Moduli" alla voce "Anticipazioni", allegando copia del bonifico bancario e gli altri documenti richiesti.

Si può scegliere fra mantenere la posizione previdenziale nel fondo, anche in assenza di contribuzione. La prestazione previdenziale potrà comunque essere erogata, su richiesta dell’interessato, in qualunque momento successivo. 

In questo caso, suggeriamo di attendere prima di inviare l’apposita richiesta la fine del mese successivo a quello di cessazione del rapporto di lavoro. Infatti la posizione previdenziale del Fondo non può essere chiusa prima dell’accredito dell’ultimo di contributo del datore di lavoro. La modulistica è reperibile sul sito internet de Fondo, nella sezione “documenti”, alla voce “pensionamento”:

"Prestazione/Trasferimento per Pensionamento – Modulo e informazioni".

La normativa prevede, per i “Nuovi Iscritti”, che la prestazione in capitale non possa superare il 50% del montante accumulato.

È prevista solo per i “Vecchi Iscritti” la possibilità di richiedere anche il 100% di capitale, con applicazione del regime fiscale vigente al 31/12/2006 sull’intera prestazione, che può comportare onerose penalizzazioni.

La R.I.T.A. (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) è una nuova opportunità di scelta che consente agli iscritti, in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge, che cessano il rapporto di lavoro, di percepire a rate il capitale accumulato nel Fondo fino al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento.

Per approfondire nella sezione "Moduli" all voce "R.I.T.A" sono a disposizione i seguenti documenti:

  • "Mini-guida alla compilazione di richiesta di R.I.T.A".
  • "FAQ - Domande più frequenti sulla R.I.T.A.".

Si può scegliere fra mantenere la posizione previdenziale nel Fondo, che a richiesta potrà comunque essere erogata in qualunque momento, o essere riscattata. Il riscatto può essere totale o parziale (minimo 20%).

I moduli di riscatto sono reperibili nel sito internet al percorso “Moduli > Riscatti – Trasferimento”: 

  • "Riscatto/Trasferimento a seguito accesso Fondo di Solidarietà – Modulo e informazioni";
  • "Riscatto/Trasferimento per perdita requisiti o inv. permanente– Modulo e informazioni";
  • "Riscatto per decesso – Modulo e informazioni".

 

La tassazione in caso di riscatto è differenziata a seconda delle motivazioni sottostanti. In proposito si rimanda alle informazioni contenute nei moduli.

Il riscatto totale comporta la cessazione del rapporto con il Fondo.

Il riscatto per premorienza può essere richiesto o dai beneficiari che siano stati indicati dall’aderente attraverso la propria area riservata, ovvero, in mancanza di designazione, dagli eredi. In sintesi, se l’aderente non fa designazioni, la posizione spetterà ai suoi eredi.

Le somme erogate dal Fondo non sono da dichiarare in successione e non fanno cumulo con i redditi.

In caso di sopravvenuta invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo, è possibile richiedere il riscatto totale della propria posizione, senza necessità di interrompere il rapporto di lavoro.

Di norma, il riscatto consegue alla cessazione dell’attività lavorativa e, pertanto, l’intermediario mutuante ha diritto all’escussione della posizione individuale fino a concorrenza del debito che residua dopo aver prioritariamente ottenuto il TFR eventualmente rimasto presso il datore di lavoro.

Al riguardo, si rammenta che l’opzione di riscatto può essere esercitata dall’aderente solo qualora il contratto di finanziamento stipulato non contenga un delega al riscatto (“ora per allora”) a beneficio dell’istituto mutuante.

E’ una rendita che viene liquidata a partire da quando maturano i requisiti e viene erogata sino a quando l’aderente è in vita.

La rendita viene erogata dalla Compagnia di Assicurazione con cui il Fondo ha stipulato un’apposita convenzione.

La rendita annuale si determina applicando al montante da convertire in rendita i coefficienti indicati in corrispondenza di ciascuna età anagrafica e del sesso nelle apposite tabelle in convenzione e pubblicate sul sito internet del Fondo, nella sezione “Moduli”, alla voce “pensionamento”, dove sono illustrate anche le tipologie di rendita tra cui scegliere.

Per ogni eventuale calcolo della propria rendita futura è possibile accedere al simulatore presente sul sito internet del Fondo Calcola la mia pensione complementare.

Sì, altri quattro tipi di rendita: reversibile, certa per cinque anni, certa per dieci anni, controassicurata, con garanzia Long Term Care Insurance (LTCI).

La rendita reversibile viene liquidata all’aderente sino a quando è in vita e al suo decesso, secondo la percentuale da lui indicata, all’avente diritto.

Viene liquidata all’iscritto finché è in vita, ovvero all’avente diritto fino al quinto anniversario della decorrenza della posizione individuale se si verifica il decesso dell’iscritto prima di tale anniversario.

Viene liquidata all’iscritto finché è in vita, ovvero all’avente diritto fino al decimo anniversario della decorrenza della posizione individuale se si verifica il decesso dell’iscritto prima di tale anniversario.

Viene liquidata all’iscritto sino a quando è in vita. Al momento del suo decesso, il montante residuo viene convertito in un capitale da liquidare agli aventi diritto.

Quando l’aderente matura i requisiti e richiede la liquidazione della rendita. La tipologia dev’essere scelta attentamente in relazione alla propria situazione personale e familiare: per avere indicazioni utili si può effettuare una simulazione attraverso gli “Strumenti per la valutazione delle scelte previdenziali”, disponibili nell’apposita sezione del sito, che fornisce una stima della pensione integrativa attesa secondo le varie tipologie di rendita.

L’iscritto potrà scegliere fra rateazione mensile, trimestrale, semestrale o annuale (per la rendita che copre contro il rischio di perdita dell’autosufficienza la rateazione può essere esclusivamente mensile).

La Compagnia Assicurativa incaricata dal Fondo.

Generalmente sì. Solo se la posizione previdenziale precedente è stata accesa in un fondo aperto o in un PIP con adesione individuale, il trasferimento sarà possibile trascorsi due anni dall’iscrizione al fondo precedente.

Ogni Fondo ha la propria modulistica. Talvolta la modulistica prevede solo la compilazione dei campi da parte dell’aderente. In altri casi una parte deve essere compilata dal precedente datore di lavoro cui il modulo andrà trasmesso. A compilazione ultimata, lo stesso dovrà essere inviato all’indirizzo presente nel modulo.

Effettuato tale adempimento, si potrà provvedere a compilare il Modulo di trasferimento in entrata del nostro Fondo.

ATTENZIONE!

Il procedimento è diverso per i colleghi delle ex Banche Venete che dovranno attenersi a quanto indicato nella seguente guida a pagina 8:

Mini-guida per il personale ex-banche venete (escluse CARIFAC e CARIPRATO).

No, il trasferimento non è sottoposto a tassazione (vedi “Regime fiscale”).

Il nostro Fondo non prevede costi per tale operazione. Per gli altri Fondi occorre verificare la relativa “Scheda Costi” presente nella loro Nota Informativa.

Il Fondo cedente ha sei mesi di tempo dalla ricezione della richiesta completa di tutti i dati per trasferire la posizione previdenziale sul nuovo Fondo.

Sul sito internet del Fondo vengono pubblicati una volta al mese i valori quota dei vari comparti e una volta l’anno il Bilancio del Fondo. Inoltre, periodicamente, appaiono news relative sia ad aggiornamenti in ambito normativo sia a novità riguardanti il Fondo nello specifico, come ad esempio, modifiche relative ai comparti di investimento o alla scelta dei gestori. Nella sezione “Documenti” del Fondo vengono archiviate le circolari tempo per tempo emanate dal Fondo.

Successivamente all’adesione, vengono trasmessi per posta all’iscritto il proprio codice identificativo e la password per l’accesso all’area riservata presente sul sito internet del Fondo dove poi il partecipante potrà visionare la propria posizione e disporre le operazioni tempo per tempo consentite on line. 

Una volta l’anno il Fondo pubblica nell’area riservata del sito internet la comunicazione periodica contenente tutti i dati che COVIP prevede siano portati a conoscenza degli iscritti.

Per qualsiasi problema, l’iscritto può contattare il Contact Center telefonando al numero 0422.17.45.996 dal lunedì al venerdì tra le ore 09:00 e le ore 13:00, oppure scrivendo una mail tramite l’applicativo FORM MAIL accessibile dalla sezione “Contatti” del sito internet del Fondo.

I contributi sono deducibili dal reddito complessivo fino ad Euro 5.164,57 dei contributi versati (dall’azienda e dall’iscritto). Nel calcolo del limite non va considerato il flusso di TFR. I nuovi occupati che non esauriscono il plafond nei primi cinque anni di permanenza possono recuperarli nei vent'anni successivi limitatamente alla quota non dedotta in precedenza, fino ad un importo aggiuntivo annuo massimo di Euro 2.582,29.

L'aderente che effettua un versamento per il finanziamento di forme pensionistiche complementari di cui siano destinatari i propri familiari a carico può dedurre il versamento in oggetto dal proprio reddito complessivo entro il limite massimo di 5.164,57 euro, inclusivo dei propri contributi.

No, il risparmio fiscale viene riconosciuto al lavoratore già in busta paga perché il datore di lavoro, quale sostituto d’imposta, riconosce direttamente le agevolazioni fiscali.

Qualora il lavoratore versi contributi a favore di familiari a carico dovrà presentare la dichiarazione dei redditi per ottenere la deduzione anche di tali contributi.

Sì, i rendimenti finanziari sono assoggettati ad imposta sostitutiva con aliquota del 20%, esclusi in redditi derivanti dai Titoli di Stato Italiani e white list, soggetti a tassazione con aliquota del 12,50%.  

Tali aliquote sono comunque più basse rispetto a quella ordinaria del 26%, generalmente prevista per i rendimenti finanziari.

No. Le nuove norme fiscali si applicano solo sulla parte di prestazione corrispondente alle somme versate successivamente al 1 gennaio 2007. Sulla parte di prestazione corrispondente al montante maturato fino al 31 dicembre 2006 continueranno ad applicarsi le previgenti norme fiscali.

Ad eccezione della R.I.T.A., che invece prevede l’applicazione dell’aliquota dal 15% al 9% anche sui montanti accumulati prima del 31 dicembre 2006.

Il trasferimento della posizione previdenziale ad altra forma pensionistica non è soggetto ad alcuna imposizione fiscale.

L’anticipazione per spese sanitarie è tassata con un’aliquota del 15%, con una riduzione dello 0,30% per ogni anno di partecipazione dopo il quindicesimo, con lo stesso regime previsto per la prestazione pensionistica complementare. Nelle altre ipotesi (acquisto o ristrutturazione della prima casa, ulteriori esigenze dell’iscritto) l’aliquota è invece del 23%.

ATTENZIONE Sul montante complessivo accumulato prima del 01/01/2007 si applica la tassazione previgente, che prevede la determinazione di un’aliquota interna in base agli anni di effettiva contribuzione al Fondo. 

Le aliquote si applicano non su tutta la somma disinvestita, ma soltanto sulla parte imponibile (comprensiva dei rendimenti già tassati per la parte relativa al montante accumulato prima del 2007) di essa.

Il riscatto parziale ed il riscatto totale sono tassati con ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 15% ridotta di 0,30% per ogni anno successivo al quindicesimo; in pratica, a fronte di trentacinque anni di permanenza l’aliquota si riduce al 9%.

Il riscatto per cause diverse è tassato con ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 23% (senza riduzioni). Le aliquote si applicano non su tutta la somma svincolata, ma solo sulla parte imponibile di essa.

ATTENZIONE Sulla parte di prestazione corrispondente al montante maturato fino al 31 dicembre 2006 continuano ad applicarsi le previgenti norme fiscali.

La prestazione pensionistica complementare in capitale è tassata con ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 15% ridotta di 0,30% per ogni anno successivo al quindicesimo; in pratica, a fronte di trentacinque anni di permanenza l’aliquota si riduce al 9%.

Le aliquote si applicano non su tutta la somma disinvestita, ma solo sulla parte imponibile. ATTENZIONE Sulla parte di prestazione corrispondente al montante maturato fino al 31 dicembre 2006 continuano ad applicarsi le previgenti norme fiscali.

Anche in questo caso bisogna distinguere tra la parte di rendita maturata dopo l’1/01/2007, a cui si applica la legislazione vigente, e quanto maturato prima, a cui si applicano le norme fiscali precedenti.

QUANTO MATURATO FINO AL 31/12/2000

L'87,50% dell’ammontare della rendita è soggetto a tassazione progressiva Irpef. La tassazione è a titolo di acconto e la somma erogata andrà riportata nel Modello 730/Unico per l'eventuale conguaglio. La CU (Certificazione Unica), inviata entro il mese di marzo di ogni anno, riporterà la somma da dichiarare. 

 

QUANTO MATURATO DALL'1/01/2001 AL 31/12/2006

L’ammontare della rendita è soggetta a tassazione progressiva Irpef, con esclusione della quota di rendita derivante dai risultati finanziari. La tassazione è a titolo di acconto e la somma erogata andrà riportata nel Modello 730/Unico per l'eventuale conguaglio. La CU (Certificazione Unica), inviata entro il mese di marzo di ogni anno, riporterà la somma da dichiarare.

 

QUANTO MATURATO DALL’1/01/2007

L’ammontare della rendita è soggetto a ritenuta con l’aliquota dal 15% al 9%, in base all’anzianità di iscrizione.

Sono esclusi dall’imponibile i rendimenti maturati, che sono tassati in capo al Fondo al 20% ogni anno, tranne i rendimenti dei Titoli di Stato italiani e white list, che sono tassati al 12,50%.

La tassazione è a titolo definitivo.

Sì, con un’aliquota del 26%. È prevista una riduzione della base imponibile per neutralizzare il gap fiscale con l’aliquota del 12,50% cui sono assoggettati i titoli di Stato italiani e white list.